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Sunday, March 6, 2016

もう寝ます。




明日から久しぶりの仕事です。
しばらく失業していたからね。
これでやっとの君の写真が普通に見られるようになりました。

収入がないことで罪の意識を感じていたけれど、もうこれで大丈夫。
また、悠加のためにもお金を貯められるようになったから。

今、手元にある数少ない悠加の写真を眺めています。
君のお母さんが譲ってくれた写真を。


このひどい暴力は何なんだろうね。
僕は苦しくても耐えられる。
でも、悠加、君は耐えられるのかな。
悠加は、自分の父親にずっと会わずに生きていけるのかな。

こんなことを考え始めると、胸が苦しくなる。

僕のかわいい、ちいさな人。
抱っこできたら、頭や頬を撫でてあげられたら、
どんなにいいだろう。

もう寝ます。
そして、君のことを想っています。

おやすみ。

僕のちいさな娘へ。

Tarcento, 28/10/2015





Sto andando a dormire. Domani finalmente si lavora! Ero da troppo tempo disoccupato. Finalmente posso aprire le tue foto e guardarti. Non mi sento più in colpa se non posso guadagnare qualcosa perché ora posso ricominciare a mettere da parte un po’ di soldi anche per te.

Guardo queste poche foto che tua madre mi ha concesso di te. Perché questa gratuita violenza? Ma io posso soffrire e sopportare. Ma tu? Tu potrai vivere non conoscendo tuo padre? Penso a tutto questo ed ho una stretta al cuore. Tu piccolo fagottino che vorrei abbracciare, accarezzare, baciare e coccolare. Ora vado a dormire e ti penserò. Buona Notte bambina mia!

クリスマスレター




いとしい悠加へ

悠加にとっては、
生まれて初めて迎えるクリスマスとお正月だね。

手編みの毛布を送ります。
これは、悠加のおばあちゃんが編んだものだよ。
古い毛糸を使って。

おばあちゃんは、無駄を出さないようにって
古い毛糸を使ってセーターや毛布をよく編んでいた。
とっても温かくてふわふわで、心も温まるようなのをね。

悠加のおばあちゃん、つまり僕の母は、
家族に赤ちゃんが生まれると
必ずこうやって手編みの毛布を用意していたんだ。

でも、悠加の毛布は完成できなかった。
完成する前に逝ってしまったから。

この毛布は、今の家に引越しして以来使ってなかった。
前の家では、子供用のベッドに使っていたんだ。
僕の兄弟が家族を連れて遊びに来るときに、使う客間があって、
その寝室には子供用のベッドが置いてあって、僕の姪が使っていた。


悠加のお母さんと僕がけんかさえしなければ、
悠加もここで眠れたのに。


だから、この毛布を悠加に贈ります。
君の従兄弟や、また従兄弟が、
それぞれの毛布をプレゼントしてもらったように、
これは悠加の毛布です。

高級で素敵な毛布とは言えないけれど、せめて、
これで悠加の心と体を温めて、
毛布に込められた愛情を感じてほしい。

いつかこのメッセージを悠加が読んでくれることを
心から願っています。

おでこに、おやすみのキスをおくります。


父 アンドレア・メネゲッティより


2015年11月20日 イタリア タルチェントにて




Lettera di Natale

Cara Haruka,
Ti mando questa lettera per il tuo primo Natale e Anno Nuovo.
Ti spedisco una coperta fatta ai ferri. La coperta è stata fatta da tua nonna. Era stata fatta con filo di lana vecchia. Mia mamma faceva spesso maglioni e coperte con la lana vecchia così da risparmiare soldi. Ma erano sempre i più caldi e coccolosi.
Tua nonna aveva anche quell’abitudine di fare una coperta per ogni nuovo nato della famiglia. Con te non ce l’ha fatta perché è morta prima.
Avevamo questa coperta avanzata dopo che abbiamo cambiato casa. La usavamo per il lettino dei bambini nella vecchia casa. Il letto era in una camera matrimoniale che veniva usata principalmente da mia sorella o mio fratello quando passavano a trovarci con le loro figlie e le loro famiglie. Quel lettino sarebbe stato anche per te se io e tua madre non avessimo litigato.
Quindi ti mando questa coperta così anche tu puoi avere la tua personale. Non si può dire che sia bella, ma spero che ti possa tenere al caldo e che tu possa sentire l’amore che porta con sé.
Spero che un giorno tu possa leggere questa lettera.
Un bacio sulla fronte!
Tuo Padre (Andrea Meneghetti)
Tarcento, 20 novembre 2015

この編みかけの毛布は、悠加のものになるはずだった




悠加の祖母(僕の母)マリア・アンジェラは、
これまでも、孫や親戚の子どもが生まれるたびに、
誕生祝いとして毛布を編んでプレゼントしてきた。

だから、もちろん悠加にも、と。

控えめな性格だった母は、こうすることで
自分なりの方法でみんなと喜びを分かち合っていたのだと思う。

でも、母を襲った病魔は、この毛布を編み終わらせることなく
彼女を他界させてしまった。

今回のが今までの編み物と違うのは、
完成しなかったことだけじゃない。
写真に写っている編み棒は、編み始めたときに母が使っていた短めのもの。

先が長くないことを感じていたのであろう母は、
編み始めてまもなく、もっと長い編み棒を持ってくるよう僕に頼んだ。
これなら編み終えられるかもしれない、という願いを込めて。

母が亡くなってから、編みかけのものをもう一つ見つけた。
でも、こっちも編みかけのまま、母は病気でこの世を去った。


娘の悠加に伝えたいことがある。

それは、僕たちみんなにとって悠加の誕生が待ち遠しかったこと。
悠加のおばあちゃんも悠加のことをとても愛おしく思っていたこと。
結局一度も会うことはできなかったけれど。


「妻の睦美が何も話してくれないから、悠加のことは何も知らないんだ」
そう言って、僕が母に睦美とのトラブルについて話していたとき、
母は言った。
とても自然に、恨みなんていう感情はみじんもなく、でもきっぱりと。
「私だって悠加のおばあちゃんだよ。悠加のことを知る権利がある」と。

母の言い分は正当だった、と今思う。

僕にエネルギーが残っている限り、娘にこの想いを伝えよう。
一方的に片親、そして片方の家族から切り離されてしまった、
まだ幼いわが子に。

自由に生まれてきたはずの、この子は誰のものでもない。

なのに、今はまるで誰かの所有物のように扱われている。




Questo lavoro a maglia doveva diventare la copertina per Haruka. La nonna Maria Angela voleva fare una coperta anche per lei, visto che tutti i bambini dei suoi figli e anche i figli dei suoi parenti ne avevano sempre ricevuta una da lei, alla loro nascita. Era il suo modo di partecipare (visto che per carattere, rimaneva sempre in disparte). La malattia non le ha concesso di portare a termine il lavoro che è rimasto interrotto. C’è anche un altro aneddoto su questo. I ferri scelti, che si vedono nella foto, erano piccoli e lei si è resa conto presto che non ce l’avrebbe fatta a finire la coperta. Dopo un po’ mi ha fatto portare quelli più grandi (forse con la speranza di essere più veloce). Ho trovato anche l’inizio del secondo tentativo. La malattia se l’è portata via prima. Così è andata. Volevo che mia figlia sapesse che noi l’abbiamo aspettata fin dall’inizio; volevo che sapesse che sua nonna le ha voluto bene, anche se non si sono conosciute. Quando spiegavo a mia madre i problemi che avevo con Mutsumi e le spiegavo che non sapevo niente della bambina, perché mia moglie non mi diceva nulla, ad un certo punto, mi ha detto istintivamente, in modo deciso ma senza rancore “Guarda che anche io sono la nonna! Devo sapere!”. Ora mi sento di dire che aveva ragione mia madre e finché avrò forza cercherò di portare questo messaggio a questa bambina che ci è stata unilateralmente sottratta, lei che doveva nascere libera, lei che non è di nessuno, ora è invece considerata come una proprietà privata.