Buongiorno Dottor Lattanzi,
sono un po' di giorni che ci penso e le vorrei estendere una mia perplessità.
Allora, posso supporre che mia moglie sia passata in Consolato nei giorni nei quali anche io ero in Giappone. Voi non me lo avete comunicato e io questo non lo contesto. E' nelle vostre prerogative e funzionale alle vostre attività e all'imparzialità tra le parti.
C'è un però.
Io infatti vi ho contattato solo per fare una visita consolare. Inoltre, nel contesto più allargato, vi ho contattato per salvaguardare la vita di mia figlia Haruka. Non chiedo infatti particolari favori per la mia condizione di cittadino italiano all'estero, se non quando vedo i miei diritti calpestati.
Allora, mi chiedo perché durante la visita consolare siete andati a contrattare il futuro delle visite e dei contatti con mia figlia, senza averne prima parlato con me. Secondo me in questo c'è qualcosa di sbagliato, di arruffamento della situazione, che al momento non doveva esserci.
Infatti, io ho delle richieste particolari da esporre e da richiedere che non mi paiono apparire nella sinteticità del riassunto della visita consolare che mi ha mandato. Delle richieste che dovevano essere discusse assieme a voi prima di andare a contrattare con la controparte: ad esempio, mi piacerebbe che ci fossero delle visite periodiche in Italia.
Ma il punto cruciale sta nel fatto che, mia moglie, ha una sua strategia e delle sue esigenze che voi, agendo in questo modo, state favorendo, a mio discapito. E quindi non c'è più nemmeno l'imparzialità della vostra istituzione. Infatti, anche qua, sarebbe da capire con chi e come state portando avanti queste trattative, che mi vedono escluso, delle quali vedo solo gli effetti devastanti.
Allora mi chiedo con che mandato state trattando questa parte della questione? Io non ve l'ho dato. E verso quale direzione, se non l'abbiamo concordata assieme?
Voi mi avete venduto il fatto che mia moglie sia venuta in consolato, come una sua apertura. Mi piacerebbe sapere però nei confronti di chi.
Se noi al momento guardiamo ai fatti, siamo a questo punto: - La visita consolare è stata fatta al di fuori del contesto di vita naturale della bambina (ma non è qui il punto perché si può intuire che abbia i suoi spazi e viva in un ambiente salubre); - Abbiamo un ipotetico incontro con la bambina in Consolato. Solo che non si sa quando avverrà, non si è stabilito nulla sulle modalità e l'aleatorietà è impressionante, in attesa che questa donna si riprenda dal suo stato ansioso (che sappiamo non si risolverà mai!). Nel contempo, questo incontro, quanto mai potrà durare? Un'ora, due ore al massimo? Con la bambina che si stuferà? Anche se la situazione era diversa, l'altra volta, io, ho visto la bambina su tre giorni a facendo delle attività varie e divertenti. Come si fa ad accettare una cosa del genere?; - Si è stabilito che mandare una foto ogni 6 mesi e scrivere qualcosa una volta l'anno è un canale aperto. Cosa che io non accetto nella maniera più assoluta e che, seppure può sembrare una gran cosa in Giappone, per me non è nulla. - Il discorso del rifiuto dei regali, del fatto che mia moglie abbia ancora lo stato d'ansia eccetera eccetera, dice che siamo come prima, se non peggio di prima. Eppure durante l'udienza, Maiorano ha visto lo stato di prostrazione di questa donna!
La vostra azione di farmi avere un incontro con la bambina, avrebbe avuto senso solo se fosse stata una cosa rapida, immediata, transitoria, fuori dalle contrattazioni per i futuri possibili incontri del dopo divorzio, fatta in modo da azzerare le tensioni e darmi un momento di conforto. Della serie "Cara Mutsumi, visto che vieni in Consolato con la bambina, fai un piccolo incontro con Andrea e lui per un po' non darà fastidio". Mi potevate chiamare anche all'ultimo momento e mi sarei precipitato!
Invece così, mi pare abbiate proprio ucciso il mio (e vostro) seppur piccolo, potere contrattuale su tutta la faccenda. Infatti ora è stato posticipato a tempi indefiniti un possibile incontro e non si capisce neppure come chiederlo, quando chiederlo, chi dovrebbe chiederlo, chi dovrebbe contrattare questo incontro.
Io di briciole non ne voglio. Le ho già rifiutate in passato. Sono consapevole che magari non otterrò neppure ciò che avete prospettato voi. Ma mi pare che non stiamo andando nella direzione giusta.
Quindi, non avendo nessun dato reale da parte vostra, come già comunicato nella precedente mail, io aspetto l'8 di marzo per sapere cosa dice la sentenza e non riterrò vincolanti le informazioni che ho ricevuto tramite il report riguardo la visita consolare.
Spero sinceramente che non si siano andati ad arruffare anche i rapporti con il tribunale, soprattutto senza coinvolgermi.
Distinti Saluti.
Andrea Meneghetti
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