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Monday, January 28, 2019

Visita consolare Haruka Meneghetti

Gentilissimo Dottor Lattanzi,

che bello sapere di mia figlia e del suo stato. E' anche la prima volta che il suo nome è associato al mio cognome e ciò mi fa sorridere piacevolmente. Vi ringrazio davvero molto per tutto ciò che state facendo. Mi rasserena sapere che la bambina stia crescendo bene.

Nel contempo, però, io devo dire che non mi fido. Finché non avrò delle date certe di incontro, delle modalità stabilite per il futuro, delle reali prove di contatto e tutto il corollario relativo riguardo la possibilità di avere un rapporto con mia figlia, io continuerò ad agire seguendo uno schema che ho già predisposto. 

Infatti a me sembra che questa "apertura" di mia moglie proprio non ci sia e si stia continuando a "giocare" per allungare la situazione il più possibile fino alla mia completa eliminazione. La malattia di mia moglie è caratterizzata proprio dalla capacità manipolatoria dei fatti e delle intenzioni in funzione degli obiettivi (malati) personali. In più, poi, ci saranno sicuramente anche un po' di influenze derivate da altre figure.

Ha senso parlare di canale "aperto" con mia moglie, solo perché altre mogli giapponesi sono proprio scomparse. Ma mandare una foto ogni 6 mesi, senza alcun tipo di argomentazione, non mi sembra una cosa che possa essere considerata valida (il solo scopo che vedo è quello di tenermi calmo). Inoltre, sarebbe da capire se l'ultimo invio di foto, con allegata mail (visto che era da circa un anno che non scriveva nulla), sia stato funzionale al fatto che sarebbe venuta a trovarvi. O se glielo abbia consigliato qualcuno.

Quindi quello che noto è solo una presenza da parte di mia moglie in Ambasciata, per far apparire che è conciliante. Nella sostanza, però, manca ancora tutto. E non mi sarei aspettato di più. Il fatto che sia venuta lei direttamente, credo abbia un significato da prendere in considerazione. E il mio unico interesse di questa visita era appunto sapere di questa bambina.

A seguito degli eventi che mi avete descritto, delle tempistiche nei quali sono avvenuti, delle modalità e della sequenza dei vari fatti accaduti in questi ultimi tempi, anche prima, durante e dopo l'udienza, noto che dei "pezzi del puzzle" non trovano ancora la giusta collocazione. Mi manca da capire il quadro generale, "the whole picture" di tutta la faccenda. E purtroppo sono sempre io l'ultimo a capirlo.

Detto questo, attenderò con pazienza la sentenza dell'8 marzo. Da quel momento lì, in base a ciò che riceverò, valuterò come procedere. Ed eventualmente, con le tempistiche adeguate, richiedere un'altra visita consolare.

La ringrazio e vi ringrazio ancora molto.

Distinti Saluti.

Andrea Meneghetti

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